Sandali di sughero

Li vedi zompettare qua è la nel periodo estivo. Quando il caldo si fa sentire escono di colpo, un po’ come le zanzare dalle nove alle undici di sera. E’ una certezza, le trovi ovunque e non puoi quasi farne a meno. Un papà su tre indossa sandali di sughero quando la calura si fa sentire (leggermente più bassa la percentuale di quelli che indossano il cuoio, ndr).
L’uomo-papà è un essere davvero strano. Si, perché vive le stagioni della sua vita un po’ come vive quelle dell’anno. Cascasse il mondo, il suo orologio biologico riesce a fornire istruzioni all’inconscio maschile governando anche la sua personale capacità di giudizio sulla calzatura da utilizzare.

L’uomo adolescente è rigorosamente scarpa sportiva. Converse, Adidas, Superga. Non c’è generazione che non si possa identificare con un brand di scarpe sportive.
Poi arriva la stagione del uomo in erba. Bisogna uscire la sera, ma anche non perdere di vista le tendenze dell’ultimo minuto. E qui le soluzioni sono davvero le più disparate. Timberland, sneakers di ogni genere e sorta, scarponi d’inverno. Forse l’età in cui l’uomo di può davvero sbizzarrire con i propri piedi.
Quindi l’uomo adulto, quello che deve andare al lavoro, in ufficio, nei luoghi pubblici dove la public relation e l’incontro buono, a cui non può farsi trovare impreparato, è dietro l’angolo. La classica, il mocassino, la scarpa da barca sono praticamente un must, sia di giorno, che alla sera. Durante una riunione o all’aperitivo.

E alla fine arriva lui, come in un’incoccata di freccia durante la sua parabola ascendente. L’uomo-papà. Il suo fare da uomo di business si accompagna spesso a vere e proprie corse campestri tra aiuole e giocatoli in ogni dove. La sua giornata inizia con allenamenti intensivi tra le mura domestiche per proseguire tra uffici e pranzi di lavoro, la palestra (solo per i veri fautori del Pentathlon, ndr) e il ritorno a casa dove lo aspetta un percorso di orienteering tra montagne di giocattoli e pannolini da portare fuori per la differenziata.

L’uomo papà cerca quindi la calzatura comoda, quella che può indossare sempre, senza sfigurare, capace di resistere a sbavature, piatti di pasta al ragù e, perché no, anche qualche pipì imprevista. Per resistere alla sua nuova vita da fondista del biberon, l’uomo papà sfodera dalla soffitta le scarpe sportive che hanno fatto di lui l’adolescenza (vedasi Converse, Nike, Adidas). Si distingue quindi l’uomo papà per il detto “ecco il finto giovane”.

Ed eccoci qui dunque, all’uomo-papà in ferie. Quando il caldo si fa sentire e l’uomo-papà porta la famiglia in vacanza (mare, montagna o lago che sia) ed è qui il suo allenamento quotidiano lascia spazio a vere e proprie competizioni. Nessun relax sul lettino o giri sfrenati per locali per finire in qualche pista con la musica a tutto volume. No, niente di tutto questo. Ciabatte di giorno per correre dietro ai suo pargoli tra un secchiello d’acqua e uno di sabbia per costruire improbabili fortificazioni mediovali. Capace di fare interi slaloom giganti tra le sdraio, l’uomo-papà riscopre la necessità della calzatura funzionale ma brutta. Capendo così l’affermazione “l’importante che mi stiano comode”.

E la sera eccoli: i sandali di sughero. Una vera manna per i maratoneti in notturna. Quelli che sul lungo mare li vedi, o non li vedi, per come sfrecciano dietro a bimbi su ogni sorta di mezzo non motorizzato (bici, monopattino, pattini, rollers, ndr).
I sandali di sughero dell’uomo-papà moderno si differenziano per due grandi filosofie. Quelli del “sono brutti ma almeno cerchiamo di non farci caso”, adatti per chi brama l’infradito sempre e ovunque. Quelli che potrebbero usarli per andare a far la spesa, al lavoro, in casa, fare slaloom con la Vespa tra le auto. Il Birkenstock Ramses è per loro. Imbattibile per ogni stagione.
Invece ci sono i classici anche nel classico. Quelli che “la comodità ad ogni costo”. E diciamolo, non sono proprio un granché a vedersi, ma provare per credere! I Birkenstock Arizona sono per l’uomo-papà che non deve chiedere mai. E forse è meglio così!

a per permettergli di superare tutte le difficoltà che la genitorialità gli porrà davanti. Letteralmente.
Papà, ai blocchi. Partenza. Via!

Mamma a bordo 2016