Il bambino di città va in campagna

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24 Mar · Antonio Longhitano · No Comments

Il bambino di città va in campagna

Da questo mese abbiamo iniziato una collaborazione con due cari amici, due bravissimi fotografi, che abbiamo conosciuto in occasione della nascita di Filippo e che hanno immortalato i momenti più belli di questi due meravigliosi anni. Loro sono l’anima di Piccoli Ricordi e la loro bravura è tutta da vedere. Ci aiuteranno a rendere più bello il blog, la pagina Facebook, Instagram e soprattutto a creare dei ricordi indelebili.

Il progetto di questo mese riguarda la Pasqua e quindi abbiamo deciso di portare Filippo a vedere pecore ed agnellini. La località meravigliosa che ci ha ospitato si trova ad Oliva Gessi, in provincia di Pavia. Una vallata piena di peschi in fiore, che creano un’atmosfera romanticamente fiabesca. Raggiunta la fattoria, per Filippo è arrivata la meraviglia della vita di campagna: distese d’erba a perdifiato, il verso reale  delle mucche e pecore, il vederle finalmente non sul cartonato, cucciolate di cani e gatti e i teneri agnellini. Poter toccare gli animali, sentire i loro odori e dover rispettare le loro esigenze sono valsi più di mille racconti.

Da mamma, che ha vissuto la sua infanzia in una grande metropoli, ne sono rimasta entusiasta e mi sono resa conto che quello era il regalo più bello per la Pasqua di mil figlio.

Alla fattoria abbiamo conosciuto il bambino del proprietario: Manuel, cinque anni, bello, forte, sano, si muoveva tra gli animali come un vero fattore, socievole e gentile. Ho visto nei suoi occhi la felicità, la gioia per la vita che conduce, il non aver bisogno di mille giochi e mille capricci.

 

Il bambino di città va in campagna

Quel bambino sicuramente sa quanto è duro il lavoro, quanta cura richiede e quanto bisogna rimboccarsi ancor più le maniche di fronte a una avversità. A volte gli animali muoiono di parto, il raccolto è soggetto al clima, le capre non fanno latte e quindi niente formaggio. Ma bisogna andare avanti e lavorare ancora di più, per guadagnarsi da vivere, per poter avere i soldi per mangiare e vestirsi. Questo loro lo sanno, lo vedono, lo sperimentano.

E in città? Da brava milanese, residente da che sono sposata in provincia di Pavia (per me avere davanti a casa le galline vuol dire vivere nella campagna più estrema), penso già a quale sarà la scuola migliore per Filippo, ovviamente in città; sfrutto le innumerevoli possibilità che una city offre, i metodi didattici innovativi, i corsi di musica, inglese o pittura. Insomma cerco il meglio, ma so anche che Filippo capirà tra un po’ che quella che mangia è una mucca, che le zucchine non nascono a rondelle e che il formaggio si fa col latte. So anche che a lui piacerebbe correre felice nei prati, senza la recinzione del parco, senza dover camminare su marciapiedi striminziti con auto parcheggiate in ogni dove. Ma la città è cultura, la campagna è esperienza, è vita.

Dove sta allora il meglio? Come sempre sta in mezzo. In campagna impari dall’esperienza, respiri salute e vedi la vita vera; in città é vero c’è lo smog, il caos, ma le offerte sono infinite, dalle mostre, ai laboratori, dai parchi ai musei. In città la competizione fa sì che anche l’offerta formativa sia alta e quindi é vero non si hanno i vantaggi del vivere nella natura, ma si gettano le fondamenta per divenire ragazzi e poi uomini cittadini del mondo.

L’ideale sarebbe moltiplicare per questi bambini le occasioni di vivere a contatto con la natura. Alcune scuole, in tal senso, si sono dotate di orti e di animali da far accudire ai bambini, stimolando così il senso di cura, responsabilità e impegno che queste attività richiedono. Queste esperienze unite alle gite fuoriporta rappresentano sicuramente i momenti più significativi per la crescita dei nostri figli.

Il bambino di città va in campagna

In collaborazione con

PiccoliRicordi

 

Category: Gironzolando

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