Il mio consiglio: allattate, allattate, allattate

allattamento
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Ho allattato Filippo, il mio primo figlio, per 14 mesi. Ho amato allattarlo. L’ho amato talmente tanto, da non proporgli il ciuccio sino ai due mesi d’età. Temevo che la suzione del ciuccio interferisse con l’allattamento (così dicevano le ostetriche, ma con il secondo figlio non ho commesso lo stesso errore!!) e temevo che preferisse il ciuccio a me.

 

In cuor mio volevo che trovasse in me il suo nutrimento, la sua consolazione e una costante coccola. Praticamente ero il suo ciuccio vivente. Ma ho amato tutto ciò.

Con il secondo figlio non è stato così, o meglio le mie intenzioni erano le medesime, ma la storia non si è ripetuta.

 

A Ludovico abbiamo proposto il ciuccio ad una settimana di vita. Lo ammetto, avere un altro bimbo piccolo in casa, non mi avrebbe permesso di averne un altro tutto il giorno attaccato al seno. Per cui il Ludo si addormenta con il ciuccio e non attaccato a me e si consola spesso con il suo amico Kaloo, un peluche morbidissimo, che strofina contro la faccia.

 

Ludovico è poi l’opposto di suo fratello, ossia è un mangione. Ha sempre rispettato gli orari dei pasti, saziandosi a sufficienza e riuscendo così ad arrivare alla poppata successiva. Ben presto ha poi mostrato grande interesse per la pappa. Lo svezzamento è stato così una passeggiata. L’esatto opposto dello svezzamento di Filippo, che ancora adesso mangia il necessario per sopravvivere.

 

Viene da sé che, mangiando  tutta la pappa, Ludovico avesse meno necessità di latte.  Perciò si attaccava meno al seno,  stimolava meno la produzione di latte e quindi io mi sono ritrovata ad averne meno  rispetto alla prima gravidanza.

 

Si è poi aggiunto, per complicare le cose, una mia influenza intestinale, durante la quale ho mangiato e bevuto pochissimo, seguita da una bruttissima gastroenterite di Filippo, che ci ha portato tre giorni in ospedale. Sono dovuta così rimanere un po’ lontana da Ludovico, l’ho attaccato meno al seno, in un momento già critico,  di passaggio allo svezzamento. Credo che questi episodi abbiano inciso molto sull’allattamento.

 

E poi Ludovico ama il biberon!! Diciamola tutta!! Lui, è un mangione e col biberon si sazia a volontà e senza fatica. What else?

Ora ha otto mesi e lo allatto solo una volta, di notte. Lo faccio forse più per me, che per lui, che come dicevo si accontenta anche del biberon.

 

Lo faccio forse egoisticamente. Lo faccio perché lo amo, come amo suo fratello. Lo faccio per quel legame unico che si crea tra madre e figlio. Lo faccio anche per fargli capire che ci sono, che sono vicina a lui sempre. Ludovico mi asseconda, nel suo essere perfettamente un figlio. Credo l’abbia capito. Ciuccia un po’ (non so quanto latte posso ancora avere, non ho mai fatto doppie pesate) e poi si riaddormenta, fino al risveglio successivo quando si beve un bel biberon di latte.

 

Qualche lacrima l’ho versata, perché volevo allattarlo più a lungo. D’altro canto però, ritengo di essere stata anche fortunata , visto che l’ho allattato esclusivamente al seno per sei mesi, e so che molte madri non riescono ad allattare nemmeno un giorno.

Sono vicina a queste donne, che vorrebbero ma non possono. Capisco la loro ferita. Mentre fatico a capire chi per scelta non vuole allattare.

 

Se potete, mamme, scegliete di allattare, non all’infinito, ma almeno nel primo anno di vita.

 

Farà bene al bambino, per la perfezione qualitativa di questo nutrimento. Farà bene a voi, proteggendovi dal tumore al seno, rimettendovi in forma (visto il dispendio di energie), e riducendo il rischio di anemia (la suzione stimola la produzione di ossitocina, l’ormone responsabile delle contrazioni uterine, che riducono il rischio di emorragie). Farà bene al vostro portafoglio, in quanto il latte in formula costa.

 

Ma soprattutto, farà bene a voi: al rapporto mamma-figlio, fatto di un amore innato, ma che va alimentato con quella unicità di atteggiamenti che possono essere dettati solo da un amore così grande.

 

Non lasciate che il pudore di non volersi scoprire in pubblico, il doversi vestire sempre con maglie da allattamento per lo più inguardabili, o il timore di non farcela abbiano il sopravvento.

 

Allattate, perché è un istinto e non c’è nulla di più bello.

Category: Il mio mondo

Mamma a bordo 2016