Tre mesi e sentirli

Tutti dicono che il secondo figlio sia diverso dal primo. Sono d’accordo. Non per l’affetto che si prova, che ovviamente è il medesimo, ma perché noi genitori siamo diversi. Smessi i panni di genitori inesperti, ora sappiamo come si fa. Abbiamo toccato con mano cosa vuol  dire riconoscere un pianto, una colica (questa meglio non toccarla con mano!), un raffreddore che non è una broncopolmonite, una caduta lieve da un vero capitombolo. Siamo più tranquilli, ci godiamo il momento e speriamo di non ripetere gli errori che abbiamo fatto col primo figlio.

 

Io, ad esempio, mi sono ripromessa di alzare meno la voce, non dare di matto se non mangia e tenerlo meno in braccio. Manterrò i propositi? Sull’ultimo ho già forti dubbi!!!

Con il secondo figlio sono però più consapevole dei suoi  piccoli progressi. Sono più lucida, più esperta, so già cosa aspettarmi e me lo godo di più. Eh si, perché se con il primo figlio c’è la bellezza della prima volta, con il secondo c’è la bellezza del ricordo; la bellezza della seconda chance per riprovare emozioni uniche e diversamente ripetibili (provare per credere!!).

 

E così so precisamente che  Ludovico ci ha deliziato con i suoi sorrisoni a partire dalla quinta settimana. Proprio quando siamo andati alla visita di controllo dal pediatra aveva da poco iniziato a sorridere, tant’è che il dottore ha scritto sul suo diario: “già ride”.  Espressione ci auguriamo benaugurante!!! Non ricordo, invece, con esattezza, quando Filippo ha sorriso per la prima volta; ricordo solo che era un bambino molto giulivo, ma non so dire da quando.

 

Così come ho notato che Ludovico, dal secondo mese, ha iniziato a poco a poco a guardarsi le mani, soprattutto quando riesce ad afferrare qualcosa. Se le studia come se fossero qualcosa di estraneo da sé, qualcosa di nuovo e meraviglioso. I neonatini, infatti, non hanno bene coscienza della loro corporeità e dei confini del proprio corpo. Proprio per questo, viene consigliato il massaggio neonatale come mezzo di conoscenza e di benessere per il bimbo e la mamma.

 

Io sono riuscita a partecipare al corso quando filippo aveva 5 mesi e mi è piaciuto molto. Ho imparato a massaggiarlo avendo coscienza dei movimenti da fare, dando beneficio al bambino in termini di rilassamento e di aiuto ad eliminare l’aria in eccesso (una parte del corso è generalmente rivolta alle tecniche di massaggio contro le coliche).

 

Vi consiglio di informarvi presso il vostro consultorio o ospedale dove avete partorito, perché il corso è gratuito e molto piacevole, essendo anche una coccola tra mamma e bambino, nonché l’occasione di socializzare con altre mamme e scoprirsi nella nuova veste di madre.

 

Un’altra cosa che non ricordo, probabilmente perché Filippo è sempre stato un piccolo lord, è la voce squillante dei piccolini. E’ vero che in ospedale  Ludovico era soprannominato dalle puericultrici “l’urlatore folle”, per cui prometteva già bene, però non mi ricordo tutti questi discorsi e gridolini,  che prima hanno iniziato timidamente a farsi strada e ora risuonano nella nostra casa non più timidamente. Diciamo che se inizia a chiacchierare così, ne sentiremo delle belle!!!

 

Ricordo, invece, molto bene che Filippo i primi mesi di vita dormiva regolarmente svegliandosi ogni tre ore per la poppata. Ai tempi dormiva, ora purtroppo molto meno!! Ludovico, invece, ha molto più bisogno di contatto fisico, per cui vorrebbe dormire addosso a me o al papà. Questo soprattutto nel primo mese e mezzo di vita, ora rimane un po’ di più nella culla ma si sveglia molto spesso piangendo per il mal di pancia. Insomma, per vari motivi, a casa nostra si è certi di non dormire mai!!

 

In teoria dovrei essere stanca morta, e, in effetti, forse lo sono, ma quando vedo il volto del mio Ludovico illuminarsi appena vede me, il papà o Filippo, tutto passa e rimane solo una gran gioia.  Si vede proprio che riconosce in noi i suoi volti familiari, i suoi affetti, chi gli permette di sopravvivere e chi è sempre pronto a fargli qualche smorfia o dargli una carezza.

 

Unico neo del periodo è la gelosia di Filippo, che ha iniziato a farsi strada. Da un lato bacia e accarezza il fratellino, ma d’altro lato non vede l’ora di fargli qualche dispetto. Immagino, da figlia unica, l’ambivalenza dei suoi sentimenti: la gioia per avere un compagno di giochi (o almeno questo è quello che promettono mamma e papà, ma per ora lui vede solo un bambolotto), ma anche  il dover condividere l’affetto, che finora era rivolto solo a lui. Passeranno molti anni prima che possa capire che l’amore dei genitori non si dimezza ma si moltiplica e che per noi lui rimarrà sempre unico e solo.

 

Ma del resto sarebbe stato molto strano se fosse rimasto  indifferente all’arrivo del fratellino. Per cui sono fiduciosa che tra poco la gelosia passerà e tutto tornerà come prima, anzi meglio di prima, visto che ora c’è  anche Ludovico.

Tre mesi
Tre mesi
Tre mesi
Tre mesi

Mamma a bordo 2016