Pannolini lavabili: help me

Pannolini lavabili

Quando è nato il mio primo figlio, sono stata molto tentata dall’idea di utilizzare i pannolini lavabili.

“Perché?”, “Ma sei fuori?” dirà qualcuna di voi.

I motivi che mi spingevano e mi spingono tuttora  a questa scelta sono tanti.

Il primo è sicuramente ecologico: la quantità di pannolini che è in grado di sporcare un bambino, soprattutto un neonatino, è davvero spaventosa, e, anche se vengono riciclati, anche se esistono quelli biodegradabili, gli anni per smaltirli e la quantità da smaltire è davvero abnorme.

Vi è poi un motivo pratico: niente più corse al supermercato per comprare i pannolini e niente più mangiapannolini strapieno e maleodorante in bagno.

Veniamo poi alla salute del bambino, quello che interessa di più a noi mamme. Sicuramente per prevenire arrossamenti è meglio il contatto con il cotone che non con i pannolini, per quanto possano essere ben fatti e ipoallergenici. Devo comunque ammettere che, nonostante io abbia usato i pannolini usa e getta, mio figlio non ha mai avuto alcun rossore. Per cui, i pannolini in commercio per me sono ottimi.

Infine, ultimo ma non ultimo, il risvolto economico: una volta acquistato il kit, con tutto il necessario per garantire il cambio del bimbo e non dover correre subito a lavare il pannolino (la spesa si aggira dai 300 ai 500 euro), ci sono solo i costi di lavaggio.

Fatte queste valutazioni, tre anni fa, ho tentennato non poco nell’indecisione tra pannolini lavabili e non, ma alla fine non ho fatto il salto. Tutti mi dicevano che “un bambino ti stravolge la vita” (vero), “non avrai più tempo di far nulla, figuriamoci per metterti a lavare i pannolini”, “ormai ci siamo evoluti, i pannolini lavabili sono ormai superati”.

Sono passati due anni e quando ho scoperto di aspettare il fratellino, mi è tornato il tarlo del pannolino lavabile e così ho comprato un kit di prova di una marca (cui marito, a mia insaputa, ha aggiunto una serie di cose che non lo hanno più reso un kit di prova!!)  e un pannolino di un’altra marca.

Bellissimi da vedere, non vedevo l’ora di usarli. Peccato che la mia esperienza si è rivelata fallimentare!!

Da quando è nato Ludovico e li ho provati, la mia più profonda ammirazione va a quelle mamme che li usano, non una volta ogni tanto, ma sempre.

Ma come fate? Ditemelo, perché io credo ancora che siano il meglio, ma proprio non so come facciate.

Il problema non è il lavaggio. Non mi fa schifo dover lavare via la cacca di mio figlio e dover mettere in un secchio i pannolini da lavare. Capirò anche quale additivo utilizzare per renderli bianchi e non avere quegli aloni giallognoli, nonostante il pretrattante e il lavaggio a 60 gradi.

Non è nemmeno l’ingombro del pannolino: praticamente dovete comprare body e tutine di almeno una taglia superiore, perché altrimenti non si chiuderanno mai. Inizialmente il pannolino sarà più grosso di vostro figlio!!

No, non è questo. E’ che io non capisco come facciate a uscire di casa, a farli dormire e a non ritrovarli bagnati fino al collo.

So bene che si devono cambiare spesso, ogni 2-3 ore, ma se il pupo, quello che non dorme mai, quello che non riuscite a posare perché spalanca gli occhi, decide per una volta di dormire sonni profondi, cosa fate  lo svegliate??!! Se siete fuori, siete sempre alla disperata ricerca di un fasciatoio?

Perché mio figlio, con i pannolini lavabili, si bagna già dopo due ore e se si addormenta è la fine.

Ammetto il mio fallimento con i pannolini lavabili. Un flop completo.

Forse ho sbagliato ad usarli dalla nascita, forse ho sbagliato marche, ma io proprio non riesco a stare dietro ai cambi (eppure lo cambio spessissimo!!!).

Ammiro quindi tantissimo voi mamme, che darete una mano al pianeta, avete pannolini coloratissimi e bellissimi nell’armadio (a tal proposito le fantasie sono davvero meravigliose) e riuscite anche a risparmiare. Siete dei miti per me!!

Io, nell’attesa che qualcuno mi illumini, li utilizzo ogni tanto, giusto per ammortizzare il costo del kit, ma  per lo più sono tornata ai pannolini usa e getta.

Mamma a bordo 2016