La nascita di Ludovico: il secondo parto is meglio che one

Il secondo parto

Il 1 novembre alle 11.34 é nato il piccolo Ludovico, a 38+5 settimane di gestazione.

 

 

Anche il mio primo bimbo, Filippo, é nato con qualche giorno di anticipo ed ero convinta non sarei mai arrivata alla 40esima settimana. Certo però non mi aspettavo di partorire con 10 giorni di anticipo, anche perché, nei giorni precedenti l’1, non ho avuto alcuna avvisaglia: nessun dolore, nessuna contrazione, ho sempre preso Filippo in braccio e sono sempre stata bene.

Così, la mattina del 31, perché non fare un giro al Carrefour, con figlio scatenato e inviperito perché il tanto promesso giro sul trenino thomas non si poteva fare. A seguire, pomeriggio casalingo con preparazione dolci di halloween, coccole e giochi con il primogenito e sistemazione della valigia per l’ ospedale.

Quando però alle 19 marito mi ha portato un regalo, avrei dovuto sospettare qualcosa. Sì, perché aveva deciso che quello era il momento giusto per darmi il regalo per il parto. Lui dice che ha un sesto senso infallibile, io dico che porta…. Comunque sia anche il giorno prima della nascita di Filippo aveva deciso di montare la culla, perché si sentiva che stava per arrivare.

E così,dopo cena mi sono seduta sul divano e ho iniziato a sentire delle spinte verso la zona del retto. Cosa avrei dovuto pensare? ci siamo? Invece no. Pensavo di dover andare in bagno. Quando questa sensazione ha raggiunto delle tempistiche ritmiche (ogni 10 minuti), marito ha iniziato ad allarmarsi. Per lui era impossibile che io non ricordassi le contrazioni del primo parto. Vai a spiegarglielo che sono dolori talmente forti, che la mente rimuove. Altrimenti chi farebbe più di un figlio!!!

 

 

Il secondo parto

Alle 2 del mattino ho deciso che forse non era il caso di andare a letto, ma di chiamare i miei genitori perché venissero a tenerci Filippo.

 

 

Eh sì, perché Filippo dormiva e chi aveva il coraggio di lasciarlo, sapendo quanto mi cerca la notte.

Questo momento del resto doveva arrivare e io dovevo separarmi da “vita mia” per qualche giorno (per la cronaca Filippo, che non dorme mai, quella notte, ha riposato senza mai svegliarsi).

Mentre aspettavo i miei, tra un po’ di tremarella, un po’ di incredulità e preoccupazione per il primogenito, ho fatto una doccia.

Vorrai mica arrivare con i capelli fuori posto all’appuntamento con il terzo uomo della mia vita.

Docciata, profumata, con valigia alla mano e marito che sceglieva se fossero più adatte le camper beige o le timberland blu (noi agli appuntamenti ci andiamo tutti d’un pezzo!!!!), ho capito che il momento era arrivato, una nuova avventura stava per iniziare.

Siamo arrivati in ospedale alle 3 del mattino con contrazioni di media intensità e irregolari, dilatata di due. Io ero agitata ma felice, mi sembrava di rivivere quelle emozioni provate col Filippo. Emozioni cui avevo tanto ripensato e tanto desiderato riprovare in questi due anni. Quei corridoi sapevano di notti vissute tra un travaglio, un primo gemito, un cordone tagliato e una prima poppata. Era quello il luogo della nascita e della rinascita come famiglia.

 

 

In questo vortice di emozioni, ho fatto il monitoraggio e una seconda visita, ma, essendo ancora dilatata di due cm, la dottoressa era in dubbio se mandarmi a casa o tenermi.

 

 

Ha deciso, invece, di rivedermi dopo un’oretta e, infatti, mi ero dilatata di 5 cm. Il travaglio era iniziato, le contrazioni sempre più forti e io stavo veramente per partorire.

Alle 7 ero in sala parto, sala rosa, non più quella blu del primo parto. Marito dice che il rosa porta bene e che la terza sarà femmina.

Tra una contrazione e l’altra mi sono cambiata e seduta su una grande palla (quelle che si trovano anche in palestra). Durante il primo parto non avevo assolutamente voluto provarla e, invece, ammetto che mi ha aiutata moltissimo, in quanto esercita un massaggio sulla schiena e aiuta il bambino a scendere. Alle 9, sempre sulla palla, si sono rotte le acque e alle 11.34 é nato Ludovico.

Mi dicevano tutti che il secondo parto è più veloce e meno doloroso del primo, ma non immaginavo così tanto.

É vero che con il primo io ho provato un po’ tutto: travaglio infinito, ossitocina, episetomia e ventosa.

Questa volta, invece, ho fatto tutto da sola e mi hanno dovuto dare solo pochi punti per le lacerazioni. Tutta un’altra vita!

Ho anche avuto la gioia di provare lo skin to skin, che non avevo provato con Filippo, perché lo hanno dovuto mettere subito nella culletta termica. Devo ammettere che avere la possibilità di tenere il proprio piccolo tra le braccia, senza doversene mai separare, é una sensazione meravigliosa, che sancisce l’inizio di un legame per la vita.

 

 

Il secondo parto

E così, con questo splendido parto, anche la mia seconda gravidanza è volta al termine.

 

 

Devo ammettere che mi ha regalato moltissime gioie, meno preoccupazioni, una maggiore consapevolezza di ciò che stava accadendo e la certezza che avrei conosciuto un altro grande amore.

Ho avuto la fortuna, anche in questa secondo parto, di incontrare delle ostetriche meravigliose, che mi hanno aiutata tantissimo e che sempre rimarranno nel mio cuore.

La pancia un po’ mi manca, mi piacerebbe rivivere tutto nuovamente….. Chissà se il destino ha in serbo per me un’altra gioia così grande.

In tal caso, qualcuno dica a mio marito di non farmi regali in anticipo!!!

Mamma a bordo 2016