Rientro a casa con fratello

Ritorno a casa con fratello

Alcune di voi mi hanno scritto, condividendo con me le preoccupazioni per la nascita del secondo figlio.

 

 

Quello che preoccupa le mamme bis non è tanto il parto, che si spera sempre sia più veloce e meno doloroso del primo (in effetti è così); quello che ci preoccupa è la reazione del primo figlio all’arrivo del fratellino. 

 

 

Temiamo si sentano scalzati dal loro ruolo di protagonisti indiscussi del nostro cuore. Temiamo scene di gelosia, sofferenza, senso di abbandono e chi più ne ha più ne metta (in effetti siamo un po’ catastrofiche!). 

 

 

Pensandoci bene però, se abbiamo deciso di avere un secondo figlio, è perché abbiamo ritenuto che i benefici che comporta l’avere un fratellino debbano essere superiori agli aspetti negativi. Perciò coraggio, pensiamo positivo! 

 

 

A me preoccupavano soprattutto i giorni del ricovero in ospedale. Non avendo mai lasciato solo Filippo durante la notte, mi chiedevo quanto avrebbe pianto, quanto mi avrebbe cercato e come avrebbero fatto a gestirlo. E poi, una volta tornati a casa, come avrebbe accettato di vedermi con un altro bambino in braccio e soprattutto come avrebbe reagito all’allattamento.

 

 

Parlando un po’ con altre mamme bis ho scoperto che le preoccupazioni sono però le stesse per tutte, sia che il bimbo abbia due anni, sia che ne abbia sei, sia che sia mammone, sia che sia indipendente. Mi sono quindi un po’ consolata. 

 

 

Negli ultimi mesi di gravidanza, ho immaginato un sacco di volte come sarebbe stato il momento del distacco  per recarmi in ospedale. Immaginavo scene da panico con il piccolo scatenato e io con le contrazioni a mille e le acque rotte, oppure scene strazianti con lui attaccato ad una gamba e io con le valigie in mano. Ciò che più immaginavo era il mio ultimo abbraccio al figlio unico, a quello che sarebbe diventato il “grande”, a quel figlio che per primo mi ha rubato il cuore. E immaginavo la mia fatica ad allontanarmi, ben sapendo che lui ha bisogno di me, ma anche io di lui!!

 

 

La realtà però non è mai come la immagini e mi sono venute le prime contrazioni la sera tardi, per cui ho lasciato Filippo nel letto e non ho potuto salutarlo.

Non so se sia stato meglio. Da un lato non ci sono state scene strazianti, ma d’altro lato non deve essere stato facile per lui svegliarsi e trovare nel letto la nonna anziché la mamma. Del resto come fa un bambino così piccolo a capire che il parto non è un evento prevedibile e che sono dovuta correre all’ospedale.

 

 

Pare però che un intervento provvidenziale abbia fatto digerire questa situazione a Filippo, il quale, a dispetto di tutte le altre notti, ha dormito sino al giorno successivo.

Così almeno raccontano i nonni e io non ho ancora capito se sia vero o se ci sono stati attimi di panico! 

 

 

LA DEGENZA: questa sconosciuta 

 

 

Ritorno a casa con fratello

Il momento più difficile e sul quale forse avrei dovuto preparare meglio Filippo è stato il ricovero, o meglio, la degenza. Filippo, infatti, non aveva capito che mi sarei dovuta fermare in ospedale più giorni e soprattutto più notti, quindi al l’entusiasmo per l’arrivo del fratellino a fatto seguito la tragedia quando ha capito che non sarei andata a casa con lui.

 

 

In realtà non so se avrei dovuto prepararlo meglio o se questa reazione fosse inevitabile, però è stato sicuramente l’unico aspetto negativo della mia degenza in ospedale. Per il resto papà e nonni se la sono cavata benissimo! 

Non ci sono, quindi, state scene di gelosia, ma anzi mi chiedeva di prendere in braccio il fratellino per poterlo,accarezzare anche lui. C’è stato però il pianto a dirotto e strappacuore di quando mi ha salutata.

 

 

La conoscenza però era stata fatta ed era andata bene!

Per rendere l’impatto più soft abbiamo ascoltato alcuni suggerimenti di amiche e scrittrici, e, ad esempio, gli abbiamo fatto trovare un gioco, che il fratellino avrebbe portato per lui. Piuttosto che, al momento delle visite, io ho lasciato il piccolo Ludovico nella culletta,  in modo da dedicarmi completamente al grande.  

 

 

IL RITORNO A CASA

 

 

Ritorno a casa con fratello

Da quando sono tornata a casa, invece, la situazione è molto più tranquilla. Filippo sembra adorare il fratellino, che vorrebbe accarezzare e baciare tutto il giorno. Non ci sono stati episodi di tentato soffocamento o tentativi di cavargli un occhio. Certo bisogna stare attenti, perché non lo faccia cadere o rovesci la culletta, ma per ora sembra molto delicato.

 

 

Gli unici momenti in cui si nota la sua gelosia è quando ci sono degli estranei, che siano amici, parenti o sconosciuti. Forse perché immagina che siano venuti per vedere il nuovo arrivato, forse perché non è al centro dell’attenzione, sta di fatto che in questi momenti i capricci non si contano!!

 

 

Anche l’allattamento e il fatto che Ludovico stia spesso in braccio, sono stati accettati con grande naturalezza. Almeno per ora! Io cerco sempre di dedicare al grande le stesse attenzioni di prima. Per cui se devo allattare, nello stesso tempo gioco con lui. Se sono seduta con il piccolo in braccio e anche lui vuole stare in braccio, prendo anche lui (sono alta meno di un metro e sessanta, per cui se riesco a tenerli in braccio io, con le mie gambe corte, sicuramente potete farcela).

 

 

Cerco sempre di coinvolgere il grande quando cambio il piccolo o faccio qualcosa per lui. Così spesso Filippo mi passa le serviiettine umidificate, il pannolino o mi va a prendere una tutina. 

Quando usciamo, lascio che mi aiuti a spingere la carrozzina (se non l’avete, prendete la pedana per il grande, è davvero comoda e il fratellone sarà felice).

 

 

La mia esperienza è quindi positiva è quello che posso consigliare è di coinvolgere il grande nell’accudimento del piccolo, dare molte attenzioni al fratellone e soprattutto tornare alla normalità, ossia tornare a quelli che si era prima del nuovo arrivo. 

 

 

Spesso non è facile, si dorme poco, ci sono più cose da fare, si vorrebbe avere un tempo esclusivo per entrambi e non sempre è possibile. Se però facevate delle attività con il grande, dopo avere superato il primo periodo di assestamento, tornate a farle, dedicategli le stesse attenzioni, giocate con lui, proprio come facevate prima.

 

 

Vedrete che, in questo modo, l’arrivo del secondo figlio verrà vissuto come un momento di gioia anche dai fratelli più grandi.

I vostri bambini vi stupiranno, per la maturità che dimostreranno di fronte un evento così importante.

 

 

Bene, ora che vi ho raccontato la mia esperienza del primo mese, non mi dite che è tutta apparenza e che tra poco vedrò scene alla shining per i corridoi di casa. 

Mamma a bordo 2016