Il museo dei bambini, un mondo di esperienze al Didolab e Remida

Con l’arrivo dell’autunno e soprattutto  delle prime piogge dovremo rinunciare a tutte le attività all’aperto: niente più gite fuoriporta, pic-nic, lunghe corse nei prati e tuffi in piscina.

Dovremo trovare qualche attività divertente, da svolgere in uno spazio chiuso e che coinvolga tutta la famiglia. Se non volete avere un appuntamento costante, come quello a cui vi obbliga un corso di musica, piuttosto che di nuoto, vi consiglio di informarvi, presso le strutture museali della vostra città, riguardo ai laboratori adatti ai bambini.

Vivendo noi a Milano siamo molto fortunati e abbiamo solo l’imbarazzo della scelta tra Museo della Scienza e della Tecnica, La Triennale, il Museo diocesano, il MUBA e molti altri.

In particolare, avendo il nostro Filippo due anni, abbiamo trovato molto interessanti ed adeguate alla sua età le attività del MUBA, ossia il Museo dei bambini ( http://www.muba.it/).

Il primo laboratorio che abbiamo frequentato è stato quello del Didòlab.

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Come avrete capito il Didò è il protagonista incontrastato di questo laboratorio, dedicato ai bambini dai 2 ai 6 anni e della durata di 75 minuti.

I principi guida dell’esperienza sono quelli dell’immersione, del fuori scala e dell’alto impatto visivo. Troverete, infatti,  dei grossi bancali interamente ricoperti di didò dai più svariati colori. Credo che per un bambino piccolo, abituato a giocare con il singolo panetto di didò, trovarne un tale quantitativo, sia già meraviglioso ed entusiasmante.

I bambini avranno poi la possibilità di scegliere tra vari strumenti con cui creare i loro capolavori: dalle classiche formine, alle forbici, alla lumaca che lascia una scia di stampini, a uno strumento simile alla macchina della pasta delle mamme.

Dulcis in fundo, oltre alla possibilità di mescolare i colori, cosa che a casa non viene concessa (lo ammetto questo è un mio limite!!!), ci sono anche delle piscine piene di didò, dove i bambini possono entrare senza scarpe e sperimentare la sensazione che trasmette questo materiale sotto la pianta dei piedi ed osservare le proprie impronte.

Unico neo del laboratorio? Trovare posto. Appena aprono le prenotazioni, i posti vanno letteralmente a ruba, per cui vi conviene iscrivervi alla newsletter del MUBA, così da ricevere una mail il giorno prima della messa in vendita dei biglietti. Per ora dovrete aspettare il 2017.

Se nel frattempo volete visitare il Museo e frequentare uno dei laboratori, vi consiglio, soprattutto se avete bambini molto piccoli, il laboratorio REMIDA .

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Indirizzato ai bambini tra i 2 e gli 11 anni e un week end al mese ai bambini di un anno (con materiale adeguato alle loro competenze e sviluppo), il laboratorio, della durata di 75 minuti, sfrutta  gli scarti e le rimanenze della produzione industriale, trasformati dai bambini, proprio come dal mitico Remida, in preziosi strumenti di gioco creativo.

Potrete quindi trovare vasche con stoffe , tulle o materiale plastico, bottigliette cui rimettere gli appositi tappi, calamite da attaccare ad una grande parete, blocchi di legno per le costruzioni o lunghissimi tubi in cui sentire la voce di chi vi parla dentro.

Ogni bambino è libero di esplorare, sperimentare, inventare utilizzando il materiale con fantasia e creatività. Chi di voi lavora al nido o ha figli che lo frequentano probabilmente avrà visto o utilizzerà gli stessi materiali. In effetti l’attività mi ha ricordato molto il periodo in cui ho lavorato in un asilo nido e proponevamo questi materiali, lasciando i bambini liberi di esplorare e inventare.

E’ molto bello, e significativo per noi genitori, vedere questi bimbi giocare con tutto, ma senza giochi precostituiti. Si nota proprio come in realtà a loro bastino la fantasia e pochi oggetti per inventare un’attività entusiasmante.

Se siete curiosi di vedere i vostri figli all’opera e di divertirvi con loro, non vi resta che far visita al MUBA.

Mamma a bordo 2016