Inizio della scuola…. Cosa ne pensa una mamma-maestra?

Inizio della scuola

Settembre tempo di rientri, tempo di inizi, propositi e novità. Una delle più importanti per i più piccoli è sicuramente l’inizio della scuola. Che si tratti di nido, scuola d’infanzia o scuola primaria si tratta sempre di una grande prova. Che poi, diciamoci la verità, la prova non è solo per loro, ma soprattutto per noi mamme.

Accettare il primo distacco, vedere di buon grado un’altra donna che starà con nostro figlio per più ore di quante riusciremo a vederlo noi e, soprattutto, accettare che il principino di casa sta crescendo e che inizia il suo cammino verso l’indipendenza, non è proprio una passeggiata.

Per rassicurarci visitiamo tutte le scuole del circondario, incontriamo le educatrici o insegnanti, chiediamo pareri all’amica e all’amica dell’amica, ma il dubbio rimane sempre: lo tratteranno bene? Piangerà tutto il giorno? Mi cercherà? Mi vorrà ancora bene come prima?

Dura la vita di noi mamme apprensive; dovremmo farci prestare qualche gene maschile, per imparare a vivere i cambiamenti con maggior naturalezza, una pacca sulla spalla e via che si parte per una nuova avventura.

Ma ahimè non è così.

Io ho lasciato per la prima volta Filippo a nove mesi. Non l’ho portato al nido ma dai nonni e per me è stato come strapparmi un pezzo di cuore. Contentissima e tranquillissima che fosse con loro, ma io non lo vedevo. Tragedia!!! Eppure sono una maestra, di distacchi ne ho visti tanti, ma, cosa vi devo dire, i figli so piezz e core!!!

Cosa posso consigliarvi da educatrice di nido e mastra della scuola d’infanzia?

  1. Abbiate fiducia nelle insegnanti

Innanzitutto abbiate fiducia nella struttura in cui portate vostro figlio e soprattutto nelle sue insegnanti.  Ad una mamma, che affronta il distacco in maniera tranquilla, sicura di sé e convita che quello che sta facendo è per il bene del bambino, corrisponde un bambino sereno, desideroso di socializzare con gli altri e di iniziare questa nuova avventura.

Piangete fuori dalla scuola, mi raccomando. Vostro figlio sta crescendo, ma avrete ancora molto tempo per coccolarvelo e soprattutto è in buone mani.

  1. Create un buon dialogo con i vostri figli

A chi obietta “con quello che si sente in giro!!”, non dirò che tutte le maestre sono sante, dedite al loro lavoro. La maggior parte si, ma la mela marcia può esserci. Vi consiglio di abituare i vostri bambini sin da piccoli, a raccontarvi tutto. Create un clima di dialogo con loro, raccontate cosa fate voi e fatevi raccontare cosa fanno o cosa pensano loro.

Se in casa i bambini parlano molto, sarà più facile sapere nel dettaglio cosa succede a scuola e nel caso intervenire. Io da piccola fuori casa parlavo pochissimo, ma, in compenso, a casa raccontavo anche di che colore aveva le calze la maestra. Penso che mia mamma fosse più che certa che mi trattavano bene.

I bambini piccoli però non parlano e quindi come regolarsi? Innanzitutto al nido il dialogo tra educatrici e famiglia è molto più costante, per cui avrete modo di osservare come l’educatrice accoglie il bambino, come vostro figlio reagisce nel momento in cui la vede,  e l’ascolterete poi mentre vi  racconterà  cosa è successo durante la giornata. Potrete insomma conoscere più approfonditamente il personale e farvene un’idea più dettagliata.

  1. Quale scuola di pensiero abbraccia la scuola?

Informatevi bene su quale scuola di pensiero è stata abbracciata dalla struttura, come lavorano, chi è la coordinatrice. Sono aspetti molto importanti. Dove lavoravo io, non si poteva dire che i bambini facevano i capricci, erano manifestazioni dei loro bisogni, per cui si cercava di capire il bambino, la sua esigenza e farlo ragionare o aiutarlo. Se mi dicessero ora che non fanno i capricci, credo che, da insegnante, prenderei la porta e me ne andrei; da mamma penserei invece che le educatrici sono bravissime perché cercano di capire mio figlio e lo trattano bene!!! Attraverso le riunioni, il dialogo e approfondendo la conoscenza capirete se il personale è valido. Tenete presente che sicuramente state parlando con personale qualificato, che è stato formato per lavorare nelle scuole e che ha già fatto dei percorsi di tirocinio. E’ poi davvero difficile trovare dotto Jekyll e mister Hyde. Se una persona vi insospettisce, indagate, parlate con le altre mamme. Nei nidi ci sono anche bambini più grandi che già parlano, per cui provate  a sentire loro cosa ne pensano

  1. E’ vero: appena girate l’angolo non piangono più

Vi racconteranno poi che appena svoltate l’angolo vostro figlio, che avete lasciato in piena crisi isterica, non piange più. Ci dovete credere? Si, è vero,  nel 99,9% dei casi iniziano a giocare o si distraggono grazie all’educatrice e tutto passa. Ho visto madri andare al lavoro con il magone perché il bambino era inconsolabile, e quest’ultimo iniziare a giocare appena la mamma se ne era andata. Mio marito dice che i bambini non sono solo piezz e core, ma anche piezz di qualcos’altro!!! Io lo bacchetto, ma un po’ ha ragione. Spesso le insegnanti chiamano per rassicurare le mamme, oppure telefonate voi e sarete così  più tranquille!!! Inutile poi dire che, se vostro figlio rappresenta lo 0’1%, sarà ovviamente oggetto di maggior attenzione da parte dell’educatrice.

  1. Vantaggi, opportunità, gioia

Sappiate comunque che sia al nido che alla scuola d’infanzia i vostri figli staranno bene. Avranno uno spazio interamente a misura di bambini, moltissimi giochi, altri bambini con cui socializzare e faranno  esperienze difficilmente ripetibili a casa, soprattutto se lavorate tutto il giorno o avete case piccole. Visitate le varie strutture, ci sono scuole bellissime in giro e chiedete quale sarà  il progetto educativo. Io da insegnante mi sono sempre divertita molto, figuratevi loro.

  1. Tranquille, siete voi le mamme

Un avvertimento, l’insegnante molto probabilmente non vi piacerà (anche se vostro figlio la adora). Troppo vecchia (io ho colleghe in età da pensione che al mattino ballano a ritmo di Jovannotti con i bambini), troppo giovane, troppo smielata, troppo, troppo, troppo… Ma del resto, come ho detto prima, come si fa ad accettare che un’altra donna si occupi di vostro figlio e che lui la adori pure!!! Tranquille perché il sorriso più grande, quello che illuminerà i loro volti, sarà quello di quando vi vedranno arrivare. Noi educatrici, siamo solo dei pagliativi, durante la vostra attesa, ma l’amore della loro vita siete sempre e solo voi.

Mamma a bordo 2016